Contributi UNRWA: lettera aperta ai Consiglieri agli Stati

16 marzo 2025
Marco Rudin, consigliere comunale di Insieme a sinistra


Care e cari menbri del Consiglio degli Stati,


l’aggressione violenta messa in atto da Israele contro la Striscia di Gaza, iniziata dopo il 7 ottobre, ha
determinato conseguenze devastanti e inimmaginabili. Per oltre 15 mesi, le infrastrutture civili sono
state sistematicamente distrutte, e centinaia di migliaia di persone hanno perso la vita, riportato gravi
ferite o subito la perdita dei propri cari. Oggi, più di due milioni di individui si trovano ad affrontare
una crisi umanitaria senza precedenti, con l’accesso a cibo e beni essenziali nuovamente negato.
Questa condotta non solo viola il diritto internazionale umanitario, ma si pone in netto contrasto con i
principi fondamentali sanciti dalla Costituzione svizzera – libertà, democrazia, indipendenza, pace e
spirito di solidarietà –, valori che hanno sempre contraddistinto la nostra nazione. Di fronte a una
tragedia di tali proporzioni, il silenzio non può essere un’opzione.

È inconcepibile e deplorevole che alcuni esponenti della politica svizzera stiano promuovendo l’ipotesi
di interrompere il sostegno all’UNRWA (Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati Palestinesi),
l’unica organizzazione in grado di garantire un’assistenza umanitaria coordinata a 5,9 milioni di
rifugiati palestinesi distribuiti in Giordania, Libano, Siria e Palestina. Sin dalla sua fondazione nel
1949, l’UNRWA ha svolto un ruolo insostituibile nei settori dello sviluppo, dell’istruzione, della sanità,
dei servizi sociali di base e degli aiuti d’emergenza. La sua eventuale dissoluzione priverebbe milioni
di persone di un supporto essenziale e comporterebbe conseguenze politiche gravissime: senza
l’UNRWA i palestinesi rischierebbero di perdere lo status di rifugiati e, di conseguenza, il diritto al
ritorno nelle loro terre d’origine, sancito dal diritto internazionale. Tale scenario rappresenterebbe un
ulteriore passo verso la negazione dei loro diritti fondamentali e aggraverebbe una situazione già
drammatica, creando un possibile esodo di milioni di rifugiati Palestinesi in uno qualsiasi dei 146 Stati
firmatari della Convenzione sui rifugiati del 1951, tra cui la Svizzera, i quali avrebbero l’obbligo di
accordare asilo ai sensi dell’articolo 1(D).


Nel 2024, dopo la sospensione temporanea dei fondi destinati all’UNRWA a seguito di accuse
israeliane rivolte al suo staff, è stato redatto il “rapporto Colonna”. Il documento prende il nome dall’ex
ministra degli Esteri francese Catherine Colonna, che ha presieduto il comitato d’inchiesta istituito dal
segretario generale dell’ONU, Guterres, e supportato da tre istituti di ricerca scandinavi. L’indagine
ha esaminato se l’UNRWA stesse adottando tutte le misure necessarie per garantire il rispetto dei
principi umanitari e per rispondere alle gravi accuse di violazioni della neutralità. Il rapporto evidenzia
che l’agenzia impiega pratiche e procedure per promuovere e vigilare sulla sua neutralità decisamente
più avanzate rispetto alle altre agenzie ONU. Infatti, dopo la pubblicazione del rapporto, ad agosto
2024 la maggior parte dei Paesi – tra cui Germania, Francia, Austria, Italia, Svezia, Finlandia, Paesi
Bassi, Regno Unito, Australia, Giappone, Canada, Estonia, Islanda e Romania – ha prontamente
ripristinato il sostegno all’agenzia. Resta, tuttavia, il quesito: perché la Svizzera abbia dimezzato il
proprio contributo annuale nel 2024, arrivando persino a considerare la sospensione definitiva dei fondi
destinati all’UNRWA?


La risposta a questa domanda è da ricercarsi nella lobby pro-israeliana che è ben radicata anche in
Svizzera. Basti pensare che un sesto dell’Assemblea federale è membro del gruppo di amicizia
parlamentare Svizzera-Israele, una proporzione assolutamente sbilanciata rispetto agli interessi
politici, religiosi o culturali comuni. Infatti, la commissione degli affari esteri del CdS ha basato le
proprie decisioni su rapporti di due ONG, non neutrali in questa vicenda. Il linguaggio e le critiche di
UN Watch rispecchiano quelli del governo israeliano, in particolare per quanto riguarda la denuncia
della presunta “doppia morale” delle risoluzioni ONU. IMPACT-SE, considerata allineata alle
narrative israeliane, è attualmente guidata da Marcus Sheff, che dal 2007 al 2014 è stato CEO di The
Israel Project, un’organizzazione no-profit con sede a Washington impegnata nella promozione di tale
narrativa. Durante la sua leadership sono state avviate numerose iniziative volte a influenzare
l’opinione pubblica e i media a favore di Israele. Queste organizzazioni sono state ampiamente
screditate come tendenziose, politicizzate e promotrici di disinformazione [1], e il Parlamento Svizzero
dovrebbe basare le sue valutazioni su fonti solide, credibili ed imparziali.


La decisione di sospendere definitivamente il contributo all’UNRWA non può essere nell’interesse
della Svizzera né di alcun popolo della regione. Se il nostro Paese interrompesse il sostegno a questa
fondamentale agenzia, la storicamente celebrata “neutralità” rischierebbe di subire un danno
irreparabile a livello internazionale, compromettendo gli sforzi per una soluzione giusta e duratura
della crisi. L’interruzione dei fondi minerebbe anche la reputazione della Svizzera quale ospitante
dell’ONU, garante del diritto internazionale umanitario [2], e indebolirebbe la nostra posizione
diplomatica, soprattutto alla luce della decisione della Corte Internazionale di Giustizia, emessa nel
gennaio 2024, che ha imposto a Israele misure immediate per prevenire un genocidio e garantire
l’assistenza umanitaria a Gaza – un obbligo cui tutti gli Stati devono conformarsi.
Siamo certi che la Svizzera non possa deviare dal proprio percorso di impegno umanitario e di rispetto
per i diritti umani. Vi esortiamo, pertanto, a confermare il sostegno all’UNRWA, proteggendo così non
solo i valori fondanti della nostra nazione, ma anche la dignità e la vita di milioni di persone che oggi
vivono in condizioni disperate e dipendono dall’aiuto umanitario portato loro da Agenzie come
l’UNRWA.


Con profondo rispetto,


Marco Rudin,
ra Stràada da Müralta 20,
6955 Cagiallo


[1]Si vedano le pagine Wikipedia su NGO Monitor: https://en.wikipedia.org/wiki/NGO_Monitor ; su Impact-se:
https://en.wikipedia.org/wiki/Institute_for_Monitoring_Peace_and_Cultural_Tolerance_in_School_Education ; e su UN
Watch: https://en.wikipedia.org/wiki/UN_Watch.
[2]“Oltre ad assolvere alle funzioni che le competono in qualità di Stato depositario, la Svizzera è tenuta, in quanto Stato
parte delle Convenzioni di Ginevra, a far rispettare il diritto internazionale umanitario in situazioni concrete di conflitto”
(https://www.eda.admin.ch/eda/it/dfae/politica-estera/diritto-internazionale-pubblico/diritto-internazionale
umanitario/convenzioni-ginevra/stato-depositario-convenzioni-di-ginevra.html).

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