8 ottobre 2026
Interpellanza di Ivana Mora Gianoli, Insieme a Sinistra
L’uguaglianza di diritto e di fatto fra donna e uomo è un principio fondamentale della Costituzione federale e un valore cardine della nostra società. Il settore pubblico deve dare il buon esempio promuovendo la parità nella vita professionale e lottando contro ogni forma di discriminazione.
La presente Carta per la parità salariale nel settore pubblico riafferma la volontà di concretizzare il principio costituzionale del «diritto a un salario uguale per un lavoro di uguale valore». Traduce la ferma intenzione di Confederazione, Cantoni e Comuni di impegnarsi — come datori di lavoro, committenti pubblici o enti che erogano sussidi — in difesa di questo principio.
ln virtù di questa Carta, le parti firmatarie si impegnano a:
- Sensibilizzare alla legge federale sulla parità dei sessi le collaboratrici e i collaboratori implicati nel processo di fissazione degli stipendi e di valutazione delle funzioni, così come in quello di reclutamento, formazione e avanzamento del personale.
- Procedere, nella pubblica amministrazione, a una verifica regolare della parità salariale per mezzo di uno standard riconosciuto.
- Incoraggiare gli enti parastatali a effettuare verifiche regolari della parità salariale per mezzo di uno standard riconosciuto.
- Far rispettare, nel quadro degli acquisti pubblici e/o dei sussidi, la parità salariale introducendo dei meccanismi di controllo.
- Informare sui risultati concreti di questo impegno, segnatamente partecipando al monitoraggio effettuato dall’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo.
È il contenuto della Carta per la parità salariale nel settore pubblico, documento varato dal Consiglio federale il 6 settembre 2016. Cinque punti per un unico obiettivo: l’uguaglianza di diritto e di fatto fra uomo e donna, così come sancito dalla nostra Costituzione federale.
firmatari si impegnano a sensibilizzare i propri dipendenti e a verificare regolarmente il rispetto della parità salariale. Promuovono inoltre la parità salariale nell’assegnazione di appalti pubblici e di sussidi e rendono visibili i progressi compiuti.
Si ricorda che in Svizzera, mediamente, le donne guadagnano mensilmente 1’364 franchi (il 15.7%) in meno degli uomini. Nel settore pubblico la differenza è di 1’204 franchi al mese (12.8%), 574 dei quali non spiegabili (da fattori quali il tipo di occupazione, il settore, l’istruzione o la posizione professionale). ln Ticino, anno 2024, tale differenza nel settore pubblico ammontava a 824 franchi mensili.
La parte non spiegabile di disparità salariale può costituire una discriminazione salariale di genere.
Tra i vari enti statali e parastatali firmatari delta Carta figurano, a tutt’oggi, 30 comuni ticinesi: Lugano (settembre 2016), Mendrisio (settembre 2021 Vacallo (febbraio 2026), Ronco sopra Ascona Coldrerio Gravesano Origlio Aranno Magliaso Lamone Sant’Antonino Chiasso Cugnasco-Gerra Dalpe Cadempino Lumino Torricella (marzo 2026), Lavertezzo Cadenazzo Porza Pura Biasca Airolo Breggia Morbio Inferiore Agno Locarno Bedano (aprile 2026), Gordola (maggio 2026), Bioggio (agosto 2026).
Avvalendomi della facoltà concessa dall’art.22 del Regolamento comunale, chiedo:
- A distanza di cinque anni dall’interpellanza di Fiorenza Rusca Franzoni “A parità di genere come stiamo?”, e dette risposte municipali, qual è la situazione attuale nel comune di Capriasca in fatto di parità salariale uomo-donna?
- Negli appalti pubblici e nelle commesse aggiudicate su invito o incarico diretto, che rilevanza assume, per il Municipio, la parità salariale tra uomo e donna? Sono stati introdotti meccanismi di controllo?
- È intenzione del Municipio sottoscrivere la Carta perla parità salariale nel settore pubblico?
Le risposte del Municipio all’interpellanza di Ivana Mora Gianoli